Prepararsi alla performance strumentale: il riscaldamento per il musicista

Dunque attraverso pratiche e tecniche neuromotorie specifiche è possibile portarci dalla condizione di riposo alla condizione di pronti, laddove questo pronti corrisponde ad un’area nella parte alta della nostra curva di prestazione.

Nel caso vi stiate chiedendo cosa diavolo significa ciò che avete appena letto, può essere consigliabile consultare l’articolo precedente.
Se invece concordiamo sul tema e sui concetti, vorrei approfondire queste differenze tra il riposo ed il pronti (il corpo in piena e intensa attività). Vi ricordo che a partire da questo post potrete trovare una breve serie di semplici articoli introduttivi sugli aspetti anatomici e fisiologici che più interessano il musicista. Qui, invece, trovate la definizione dei termini più tecnici.

  • Innanzitutto, si nota che il muscolo in azione ha una temperatura più alta e consuma più energia. Questa maggiore temperatura non è solo il risultato delle continue contrazioni o dell’incremento di potenza, ma mette l’organismo in condizione di lavorare meglio e con più efficienza;
  • i vasi sanguigni che servono il muscolo in azione sono più dilatati, e trasportano un maggiore flusso ematico. Questo significa più ossigeno, meno anidride carbonica, più sostanza nutrienti, più facile rimozione dell’acido lattico;
  • gli scambi gassosi tra sangue e muscoli sono più efficienti, quindi il sangue cede più ossigeno alla cellula muscolare in attività e ne preleva più anidride carbonica;
  • gli attriti interni al muscolo ed alle articolazioni sono minori, c’è più fluidità di movimento e meno sforzo;
  • il muscolo è più allungabile, è più facile e meno stressante raggiungere e mantenere posizioni allargate;
  • il corredo di sostanze chimiche deputate al controllo ed alla facilitazione delle reazioni biochimiche (enzimi, coenzimi, catalizzatori, inibitori, ormoni…) è più attivo e veloce;
  • la trasmissione nervosa alla cellula avviene con maggiore facilità. Risultato: maggiore velocità e facilità di movimento, maggiore forza espressa con sforzo minore.

Ma i vantaggi non si limitano a questo: anche dal punto di vista della qualità e facilità del movimento (facilitazione e inibizione muscolare) il rendimento è molto più alto, ed i gesti complessi costruiti in fase di studio vengono eseguiti con maggiore accuratezza e facilità. Approfondiremo questo aspetto nei prossimi articoli.

È evidente, per me, che il musicista che si trova ad affrontare un passaggio difficile o un esercizio impegnativo e magari muscolarmente faticoso nella condizione appena descritta ha enormi vantaggi rispetto al musicista “freddo”. Personalmente non ho mai conosciuto un musicista le cui qualità tecniche non crescessero notevolmente ed il cui suono non migliorasse percettibilmente dopo un riscaldamento ben fatto. Questa esperienza può essere offerta a chiunque, semplicemente chiedendogli di suonare una parte impegnativa prima e dopo una breve serie di tecniche preparatorie.
Nota: la condizione di massima efficienza si potrebbe anche raggiungere semplicemente suonando, ma la cosa presenta seri limiti e diversi svantaggi:

  1. nei primi minuti o decine di minuti dovremo comunque suonare parti più facili, suonare peggio o stancarci di più;
  2. il semplice gesto del suonare non assicura stimoli idonei a stimolare l’organismo in maniera sistematica e senza “lasciare buchi”;
  3. il tempo necessario a raggiungere lo stesso livello di prestazione è  minore adoperando tecniche specifiche e mirate.

Lo studio e le ricerche che stanno dietro allo sviluppo delle tecniche di riscaldamento hanno proprio puntato a raggiungere la massima sintesi dei risultati, cioè

  1. copertura sistematica di organi, tessuti, funzioni e movimenti interessati al gesto musicale;
  2. efficienza elevata (riduzione del tempo di preparazione);
  3. ottenimento potenziale dell’efficienza massima.

Dal prossimo articolo cominceremo ad occuparci della tecnica del riscaldamento. Stay in tune.

Image courtesy of uovooggi.blogspot.com

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6 Responses to Prepararsi alla performance strumentale: il riscaldamento per il musicista

  1. dillard says:

    Ti sto seguendo su Twitter!

  2. FindUs says:

    Mi sento di condividere – ed apprezzo – il taglio di questo sito, che merita certamente di essere seguito. Sta decisamente cambiando le mie prospettive sulla preparazione del musicista. Continua così!

  3. Thanks! Glad you appreciated it 🙂

  4. oirdothewiz says:

    Just google-translated this but… Well, great post! 🙂

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